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	<title>rossella lezzi &#187; vino</title>
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		<title>Vigna: potatura invernale, quando si esegue?</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 15:41:53 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La potatura secca o invernale può essere precoce o tardiva ovvero eseguita  immediatamente dopo la vendemmia, quando ci sono ancora le foglie sulla vite, oppure tardiva se eseguita in prossimità del germogliamento. Un vecchio detto piemontese recita che ” Chi è proprietario della vigna la pota a marzo” come se fosse un privilegio potare tardivamente. Ma è proprio vero? Cominciamo intanto col dire che non è assolutamente indifferente potare in autunno o in primavera. Le potature molto precoci o molto tardive ritardano il germogliamento della vite e la maturazione dell’uva e indeboliscono un pò la pianta contenendone un pò la vigoria. La potature eseguite in autunno inoltrato o in pieno inverno anticipano il germogliamento e la maturazione, sono più indicate nei climi meridionali, per evitare surmaturazioni, nei vitigni a maturazione tardiva, nelle vigne vecchie e stanche e nei terreni particolarmente poveri. Accorcia cioè il ciclo vegetativo e riproduttivo della vite.</p>
<p>E’ comunque buona norma effettuare la potatura nel periodo di perfetto riposo della vite perchè ciò permette l’accumulo delle sostanze di riserva nel tronco. Nelle zone settentrionali e più fredde è invece normalmente consigliata la potatura in inverno inoltrato, per non esporre le viti a gelate che potrebbero essere fatali se il gelo si insinuasse nei tralci attraverso il taglio di potatura.</p>
<p>Come fare se le superfici sono estese o il tempo è poco? C’e’ un compromesso: <strong>la potatura in due tempi</strong>. In autunno o nelle giornate meno rigide invernali si asportano i vecchi tralci a frutto senza accorciare o tagliare i tralci che saranno produttivi nella successiva annata. In primavera verrà eseguita la potatura definitiva con l’accorciamento dei tralci alla carica gemmaria voluta.</p>
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