per ora sono un po' confusa, poi vedremo

Vanesa, dove sei?
Ovunque ti trovi, è il tuo amico a costruire il tuo mondo.
(W. James)

gatto Pino o Pinogatto?
A chi crede che l’acqua e la terra non siano merci, ma beni comuni, da preservare. A chi crede che la morte per fame di 30 mila bambini al giorno sia più importante dell’abbonamento alla pay-tv. A chi crede che non vi siano giustificazioni che tengano alle guerre e all’oppressione dei popoli. A chi crede che non vi siano giustificazioni che tengano alla distruzione dell’ambiente. A chi crede che non vi siano giustificazioni che tengano alla devastazione del paesaggio. A chi crede che la felicità non stia nei soldi e nel potere. A chi crede che una politica diversa sia possibile e necessaria. A chi crede che la propria serenità dipenda anche da quella di chiunque altro su questo pianeta. A tutti voi, ovunque voi siate, giungano i miei migliori auguri per un sereno, pacifico e giusto 2010. Domenico Finiguerra
La potatura secca o invernale può essere precoce o tardiva ovvero eseguita immediatamente dopo la vendemmia, quando ci sono ancora le foglie sulla vite, oppure tardiva se eseguita in prossimità del germogliamento. Un vecchio detto piemontese recita che ” Chi è proprietario della vigna la pota a marzo” come se fosse un privilegio potare tardivamente. Ma è proprio vero? Cominciamo intanto col dire che non è assolutamente indifferente potare in autunno o in primavera. Le potature molto precoci o molto tardive ritardano il germogliamento della vite e la maturazione dell’uva e indeboliscono un pò la pianta contenendone un pò la vigoria. La potature eseguite in autunno inoltrato o in pieno inverno anticipano il germogliamento e la maturazione, sono più indicate nei climi meridionali, per evitare surmaturazioni, nei vitigni a maturazione tardiva, nelle vigne vecchie e stanche e nei terreni particolarmente poveri. Accorcia cioè il ciclo vegetativo e riproduttivo della vite.
E’ comunque buona norma effettuare la potatura nel periodo di perfetto riposo della vite perchè ciò permette l’accumulo delle sostanze di riserva nel tronco. Nelle zone settentrionali e più fredde è invece normalmente consigliata la potatura in inverno inoltrato, per non esporre le viti a gelate che potrebbero essere fatali se il gelo si insinuasse nei tralci attraverso il taglio di potatura.
Come fare se le superfici sono estese o il tempo è poco? C’e’ un compromesso: la potatura in due tempi. In autunno o nelle giornate meno rigide invernali si asportano i vecchi tralci a frutto senza accorciare o tagliare i tralci che saranno produttivi nella successiva annata. In primavera verrà eseguita la potatura definitiva con l’accorciamento dei tralci alla carica gemmaria voluta.
I cittadini che si sono impegnati ad aprire una banca libera dal concetto di interesse o meglio dal concetto di usura
movimenti di pensiero e correnti politiche, tutto si muove con la formazione dei “replicanti”
Ho ascoltato le parole del premio Nobel per la letteratura Josè Saramago, ospite a “Parla con me” con Serena Dandini, lo scorso giovedì 15 ottobre. Quello che, più di tutto mi ha colpita è stato quando ha detto “l’auto censura è ancor più grave della censura”. Un pensiero, secondo me, su cui riflettere molto e a fondo, ogni momento della nostra giornata, della nostra vita e in ogni rapporto con gli altri.
Il Bog di Rossella Lezzi nasce per caso, è una specie di portale, non si sa se e quando scriverà qualcosa. Noi speriamo che presto cominci ad utilizzarlo e condividere la sua grande passione nel campo del design, sia grafico che intelletuale.
Commenti recenti